Testo integrale

 

Friedrich Nietzsche
(1844-1900)


Così parlo Zarathustra

L’uomo come transizione e distruzione



L'uomo è una fune tesa tra il bruto e il superuomo – una fune sopra l'abisso.
 

Pericoloso l'andare alla parte opposta, pericoloso il restare a mezza via, pericoloso il guardare indietro, peri­coloso il tremare e l'arrestarsi.


Ciò ch'è grande nell'uomo è l'essere un ponte e non una meta: ciò che si può amare nell'uomo è l'essere una transizione e una distruzione. 

Amo quelli che sanno vivere soltanto per sparire, poi­chè son coloro appunto che vanno oltre.

Io amo i grandi spregiatori perchè sono i grandi ado­ratori, freccie del desiderio verso l'opposta riva.

Amo coloro che non cercano, oltre le stelle, una ra­gione per offrirsi in sacrificio o perire; amo coloro che si sacrificano alla terra, perchè la terra appartenga un giorno al superuomo. 

Amo colui che vive per conoscere, e che vuol cono­scere affinchè, un giorno, viva il superuomo. E in tal modo egli vuol la propria distruzione. 

Amo colui che lavora e inventa, per edificare una casa al superuomo e preparare a lui la terra, gli animali e le piante: giacchè vuole così la sua distruzione.

Amo colui che non ritiene per sè una sola goccia del suo spirito, ma che vuol essere interamente lo spirito della sua virtù: così egli varca, quale spirito, il ponte. 

Amo colui che della sua virtù fa la propria inclinazio­ne e il proprio destino: così vuole per amore della pro­pria virtù vivere ancora o non più vivere.

Amo colui che della sua virtù fa la propria inclinazio­ne e il proprio destino: così vuole per amore della pro­pria virtù vivere ancora o non più vivere.

Amo colui che non vuole avere troppe virtù. Una vir­tù vale più di due, perchè essa è un nodo più saldo al quale s'aggrappa il destino.

Amo colui l'anima del quale si prodiga, che non vuole ringraziamento e non restituisce: giacchè egli dona sem­pre e non vuol conservare nulla di sè.

Amo colui che si vergogna se il dado cade in suo fa­vore e si domanda: sono io dunque un pazzo giocatore? poichè egli vuole perire.

Amo colui che getta parole d'oro dinanzi alle sue azioni e mantiene sempre di più di quanto ha promesso poichè egli vuole la propria distruzione.

Amo colui che giustifica i venturi e redime i passati: poichè egli vuole perire in causa dei presenti.

Amo colui che castiga il suo Dio perchè lo ama: giac­chè egli deve perire per la collera del suo Dio.

Amo colui la cui anima è profonda anche nella ferita, e che può perire per un piccolo avvenimento: così egli passa volentieri sul ponte.


Amo colui l'anima del quale è traboccante, così ch'e­gli dimentica sè stesso e tutte le cose che sono in lui: così tutte le cose cooperano alla sua distruzione.

Amo colui che è libero spirito e libero cuore: così la sua testa non è che un viscere del suo cuore, ma il cuore lo spinge alla rovina.

Amo tutti coloro che sono come gocce pesanti, ca­denti una per una dalla fosca nube sospesa su gli uomi­ni: esse annunziano che viene il fulmine, e periscono quali messaggeri.

Guardate, io sono un nunzio del fulmine e una pesan­te goccia della nube: ma questo fulmine si chiama supe­ruomo.

[Nietzsche F., Così parlo Zarathustra, a c. di Domenico Ciampoli, Monanni, Milano, pp- 38-40]